Perché le barzellette russe non fanno ridere gli italiani?
By Serguei Jaroslavtsev,
Samara, Russia
Barzellette russe

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Why Russian jokes do not seem funny to Italians?
Ecco alcuni pareri che ho trovato in vari
forum dell'Internet:
1) Non so se per sbaglio qualcuno ci abbia
fatto caso, ma gran parte delle barzellette russe non fa
per nulla ridere! Magari se qualcuno se le ricorda, può scriverle qui (così
piangiamo tutti assieme)
http://www.turismoinrussia.com/forum.aspx?f=1&t=1411&p=1
2) Comunque è in tema con le barzellette
russe che appunto non fanno ridere
3) MA IO ODIO LE BARZELLETTE RUSSE SONO PIU' DELLE COSE
TRISTI...
4) eheh c'erano barzellette che noi italiani definiamo Humor
inglese (quelle troppo serie per riderci dopo) che a lei
piacevano molto e altre barzellette russe che non ho mai
capito, ma sorridevo lo stesso per farla felice eheh
MA IL FATTO E' CHE LA GRAN PARTE DELLE BARZELLETTE DI UN
POPOLO NON FA MAI RIDERE ALLA GENTE DI UN ALTRO POPOLO!
Sono appunto quelle che contengono i giochi intraducibili
delle parole, più quelle che alludono alle realtà
molto specifiche del paese, sconosciute negli altri paesi.
Eccovi un esempio:
Gino regala a Marco una pialla e dice:
Eccoti un rimedio efficiente per dimagrire...
Sicuro che non avete capito niente. Ora
cambiamo solo i nomi dei personaggi:
Geppetto regala a Pinocchio una pialla
e dice: Eccoti un rimedio efficiente per dimagrire...
E se ora, usando i nomi giusti stavolta,
raccontiamo la stessa battuta ad una persona di Malaysia,
chi non ha mai letto "Le Avventure di Pinocchio"?
Avrà sicuramente bisogno delle spiegazioni per capirla,
ma il fatto è che una battuta, che richiede delle
spiegazioni per essere capita, non fa mai ridere!
La maggior parte delle persone che raccontano le barzellette
non sono mica specialisti nelle problematiche delle comunicazioni
interlinguistiche! Raccontano quelle barzellette che le
piacciono e sono comprensibili a loro stessi. E le 80% delle
barzellette, sia russe, sia italiane, contengono o giochi
delle parole (ti ho chiamato Pinocchio, e no Finocchio!),
o allusioni alle realtà specifiche.
Eccovi una battuta russa spiegata:
"Risulta che gli elefanti sono molto
bravi a portare tronchi d'alberi. Gli scienziati hanno calcolato,
che un elefante è in grado di sostituire a n. 24
Lenin!"
Allude a una realtà comunemente
nota in Russia, a un famoso quadro dove è dipinto
come Vladimir Lenin insieme con un altro compagno porta
un tronco d'albero durante la cosiddetta "giornata
del lavoro comunista", quando sistemavano il territorio
del Cremlino. Poi questi "sabati del lavoro gratuito"
diventarono una tradizione sovietica. Ogni anno un sabato
in aprile (il 22 aprile si festeggiava il compleanno di
Lenin) gli operai dovevano uscire per lavorare gratis nelle
loro officine, mentre gli impiegati sistemavano il territorio.
C'erano delle altre barzellette sul tema di questo tronco
d'albero famigerato:
1) Il compagno Dzerzhinsky (capo della
KGB di allora) fa una delazione al compagno Lenin:
- Compagno Lenin, il compagno Stalin sta
abborracciando nel sabato del lavoro comunista.
- Perché lo pensi?
- Sta affaccendandosi con il tronco dell'albero
vuoto dentro, quello che noi abbiamo preparato apposto per
Lei.
2) Durante una riunione solenne della gioventù
comunista negli anni 70ta intervene con i suoi ricordi un
veterano chi ha avuto la fortuna d'incontrare Lenin di persona:
- Nel 1918 io e il mio amico Petia abbiamo
bevuto una bottiglia di vodka ed eravamo usciti per ne comprare
un'altra... Nella strada ci avvicina un tizio bassotto,
in un berretto, e parlando con erre moscia ci dice:
- Compagni, pRendete questo tRonco d'albeRo
e poRtatelo qua!
E io e Petia lo abbiamo mandato a quel paese. Ecco...
A Petia da quel tempo non lo ho più
visto... E anch'io solo un mese fa' che son'uscito dal carcere...
(Deride la tradizione d'interventi di
ricordi dei vecchi bolscevichi, dei reduci di guerra alle
riunioni di gioventù per favorire all'educazione
del patriottismo sovietico).
Infine, un'esperienza personale:
Studio turco. Ho comprato un libro d'aneddoti
di lettura facile (testo turco con commenti in russo) sul
famoso personaggio levantino medievale metà storico,
metà inventato, Hoca Nasreddin (si legge Khogia).
Poi, su un sito di studi linguistici ho comprato il CD con
i file MP3 di questo libro recitato da un giovane turco,
chi studia in Russia. Si sente, che lui si era risparmiato
la fatica di prima leggere il testo per prova, e poi leggerlo
un'altra volta per registrare, siccome ha delle difficoltà
a leggere da un solo colpo alcune parole turche molto lunghe,
con tanti suffissi agglutinati. Due o tre volte, lui manca
poco dallo scoppiare una risata, all'esempio leggendo questa:
Verso la sera Hoca arriva a piedi a Konya,
che allora era una grande città, e va per le sue
vie selciate deserte, inseguito da un branco di cani vagabondi
abbaianti. Lui s'inchina per prendere un sasso per gettarlo
e cacciar via i cani, ma non riesce a tirarlo fuori dal
selciato fitto. E fa':
- Che razza di città, ai cani li
hanno liberati, e ai sassi li hanno incollati...
E qui questo giovane turco appena si trattiene dal ridere...
Cosa c'è di così arguto, io non lo capisco.
Forse voi lo capite?
Vedi il mio blog "Barzellette russe":
http://italia99.blogspot.com
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