Interprete professionista o professionista interprete?
By
Antonella Lasorsa
free-lance interpreter-translator,
teacher of interpretation & translation
lasorsa_a@camera.it
Get the List of 4,400+ Translation Agencies Now! No Recurring Membership Fees!
Abstract
During a physiotherapy session given by two French teachers
and attended by a group of Italian therapists, interpretation
was carried out by a professional interpreter in the
morning and by a bilingual therapist in the afternoon.
The
author evaluates the two interpretation performances
on the basis of a questionnaire filled out by the
participants. In particular, the author tries to determine
which of the two factors better contributes to interlingual
communication in teaching: a perfect mastery of the
subject discussed or the ability to translate and
hold the attention of the audience.
1.1 Introduzione.
Durante
un corso di fisioterapia rivolto a fisioterapisti
italiani e tenuto da due terapisti francesi, il servizio
di interpretazione è stato assicurato la mattina
da una interprete di professione e nel pomeriggio
da una fisioterapista bilingue.
Nel
presente articolo si analizzano le principali differenze
tra le due prestazioni, giudicate attraverso la valutazione
che i partecipanti al corso e gli oratori hanno espresso
compilando la scheda allegata (cfr. 2.1). I questionari
erano anonimi, ad eccezione di quello compilato dagli
oratori.
|
se
una discreta comprensione dell'argomento è
indispensabile perché l'interprete possa
seguire il ragionamento dell'esperto pur non
avendo la stessa preparazione, la sola conoscenza
del settore di specializzazione non è
sufficiente.
|
Il
corso prevedeva un breve riepilogo di fisiologia, la
presentazione delle basi teoriche del metodo in questione,
l'illustrazione delle tecniche specifiche, accompagnata
da esemplificazioni tratte dall'esperienza professionale
degli oratori, brevi divagazioni sull'agopuntura e sulla
ginnastica taoista ed infine una parte pratica, durante
la quale i partecipanti al corso applicavano le tecniche
apprese, sotto la supervisione degli insegnanti.
1.2. Studi sulla qualità dell'interpretazione
Secondo
Bühler, un'interpretazione può essere
valutata sulla base di otto primi criteri: inflessione
dialettale, voce gradevole, scorrevolezza della presentazione,
coesione logica, fedeltà al senso del messaggio
originale, completezza dell'interpretazione, corretto
uso grammaticale, corretto uso della terminologia.
Tuttavia,
sulla base dei risultati ottenuti dalle proprie indagini,
Gile (1990) e Marrone (1993) hanno ipotizzato che
gli utenti nei settori scientifici e tecnici siano
meno sensibili alla qualità della voce, al
ritmo e all'intonazione dell'interpretazione rispetto
ad altri ascoltatori; conseguentemente, per alcuni
utenti il dettaglio del contenuto e la precisione
della terminologia sembrano avere maggior rilievo
rispetto alla forma.
Sulla
base di quanto riscontrato nel corso di congressi
medici, anche Meak (1990) conferma che cifre e dati
sono considerati la parte più delicata di un
intervento scientifico.
1.3 L'interpretazione di una situazione didattica.
L'interpretazione
di una situazione didattica presuppone un diverso
approccio rispetto ad un normale convegno di esperti.
Infatti, oltre all'abituale impegno richiesto all'ascoltatore
di un discorso interpretato (in particolare se si
tratta della consecutiva, che inevitabilmente raddoppia
i tempi), in questo caso esistono anche difficoltà
legate ai normali processi di comprensione e apprendimento.
E' quindi indispensabile mantenere sveglia l'attenzione
degli ascoltatori, costretti allo stesso tempo ad
uno sforzo di ascolto in una situazione "innaturale"
e di comprensione di un messaggio nuovo. Per questo,
durante "l'exposé didactique, il faut reproduire
posément, en dégageant les subdivisions,
les successions d'idées, les retours en arrière
chers à tout professeur. Faire appel à
ses talents pédagogiques, aussi bien lors de
la notation que lors de la reproduction. Articuler
parfaitement. S'adresser à des auditeurs qui
prennent eux-mêmes des notes de cours. Donc
adapter le débit, ralentir dès que l'énoncé
se complique, marteler chiffres et noms tout en s'imposant
un entrain qui maintienne l'intérêt de
l'exposé." (trad: "una situazione didattica,
bisogna riprodurre lentamente, estrapolando le suddivisioni,
le successioni di idee, i passi indietro cari a qualsiasi
professore; far appello al proprio talento pedagogico,
sia al momento della presa di appunti che della resa;
articolare perfettamente; rivolgersi a degli ascoltatori
che a loro volta prendono appunti durante il corso;
adattare quindi la velocità di eloquio, rallentare
quando il discorso si complica, martellare cifre e
nomi, conservando un ritmo che mantenga vivo l'interesse.")
(Ilg 1980).
Non
bisogna inoltre dimenticare che l'insegnante desidera
impostare un rapporto personale con i partecipanti
al corso facendo emergere e, persino, imponendo la
propria personalità, a volte istrionica e versatile.
All'interprete è quindi spesso richiesto di
tradurre battute, barzellette, rimproveri, polemiche
e tutto ciò che può presentarsi durante
una lezione, mentre l'oratore resta in attesa della
reazione volutarisate, scuse, controbattutein
base alla quale valuterà la prestazione professionale
dell'interprete. Questo richiede una spiccata sensibilità
alla lingua e mobilita tutte le capacità psicologiche
dell'interprete, il quale deve anche cogliere alcuni
tratti sovrasegmentali o gestuali utili alla comunicazione,
che potrà eventualmente anche indicare negli
appunti. Non dimentichiamo che l'antropologo Mehrabian
ha avanzato l'ipotesi secondo cui soltanto il 7% delle
informazioni che riceviamo da un discorso ci vengono
veicolate dalle parole, mentre il 38% ci perviene
dal tono di voce e il 55% dal linguaggio del corpo.
Ecco quindi la necessità di rappresentare un
tramite linguistico "completo". Come ricorda giustamente
Snelling, nell'interpretazione non è più
semplicemente applicabile il paradigma " 'source text,
interpreter, target text', it becomes 'source text,
interpreter, target text targeted upon a specific
beneficiary', knowledge and awareness of whose specific
requirements will, in turn, influence the interpreter
in his choice of technique and, above all, in his
choice of language." (trad: " 'testo di partenza,
interprete, testo di arrivo', ma diventa 'testo di
partenza, interprete, testo di arrivo mirato ad uno
specifico utente', perché la conoscenza e consapevolezza
delle specifiche esigenze influenzerà, a sua
volta, l'interprete nella scelta della tecnica e,
soprattutto, del linguaggio") (Snelling 1989).
2.1 Scheda di valutazione
Nell'elaborazione
delle voci del questionario proposto ai partecipanti
al corso, attraverso la scheda qui riprodotta, oltre
a rispondere ad una ovvia esigenza di sintesi, si
è cercato di sottoporre a verifica l'idea piuttosto
diffusa secondo cui soltanto un esperto di un certo
settore possa assicurarne in modo soddisfacente l'interpretazione
(cfr. Quicheron 1986). Si è quindi cercato
di capire se sia la conoscenza approfondita dell'argomento
a favorire la trasmissione del messaggio e la comunicazione
interlinguistica o se, invece, non sia piuttosto la
conoscenza dell'arte oratoria, di cui qualsiasi interprete
professionista è in possessosia pure
a livello di semplici rudimentiad aiutare un
pubblico di esperti a comprendere e memorizzare più
facilmente un messaggio nuovo in una situazione didattica
in cui sia richiesta l'interpretazione.
| PRINCIPALI
QUALITÀ |
| |
(mattina) |
(pomeriggio) |
| |
Interprete I |
Interprete
II |
|
1. espressività e tono di voce |
 |
 |
|
2. capacità di presentare il discorso (esplicitare
e soffermarsi ove necessario, scandire nomi, saper
dettare gli appunti) |
 |
 |
|
3. conoscenza dei termini tecnici |
 |
 |
|
4. capacità di cogliere e trasmettere le
idee principali |
 |
 |
|
5. fedeltà al discorso di partenza (mancanza
di omissioni) |
 |
 |
| |
| PRINCIPALI
DIFETTI |
|
1. mancanza di espressività e tono di voce
troppo basso |
 |
 |
|
2. scarsa conoscenza dei termini tecnici |
 |
 |
|
3. scarsa capacità di cogliere e trasmettere
le idee principali |
 |
 |
|
4. numero elevato di omissioni |
 |
 |
|
5. segni di stanchezza in alcune fasi |
 |
 |
2.2
Risultati.
(Risultati
su 17)
INTERPRETE
PROFESSIONISTA
QUALITA':
DOMANDA
1: 17
DOMANDA
2: 17
DOMANDA
3: 14
DOMANDA
4: 17
DOMANDA
5: 17
INTERPRETE
PROFESSIONISTA
DIFETTI:
DOMANDA
1: 0
DOMANDA
2: 1
DOMANDA
3: 0
DOMANDA
4: 0
DOMANDA
5: 0
INTERPRETE
NON PROFESSIONISTA
QUALITA':
DOMANDA
1: 1
DOMANDA
2: 0
DOMANDA
3: 9
DOMANDA
4: 1
DOMANDA
5: 0
INTERPRETE
NON PROFESSIONISTA
DIFETTI:
DOMANDA
1: 14
DOMANDA
2: 5
DOMANDA
3: 7
DOMANDA
4: 14
DOMANDA
5: 13
2.3
Valutazione dei risultati.
La
valutazione ottenuta dall'esame delle schede è
univoca: i partecipanti al corso e gli oratori hanno
giudicato la prestazione dell'interprete professionista
nettamente superiore, sia nella riproduzione dei tratti
sovrasegmentali sia nella trasmissione dei contenuti.
La
scarsa conoscenza dei termini tecnici è stato
l'unico difetto riconosciuto a quest'ultima dagli
oratori, ma non dagli ascoltatori, che in 14 casi
hanno indicato tra le qualità la buona conoscenza
degli stessi e nei due casi restanti non l'hanno classificata
né tra i difetti né tra le qualità.
A tale proposito, non si può trascurare, innanzi
tutto, le difficoltà che insorgono per un'interprete
madrelingua italiana nel momento in cui deve tradurre
dettagli anatomici o fisiologici verso il francese
per gli oratori. Esistono inoltre le normali difficoltà
inerenti la comprensione di un termine tecnico. Per
l'interprete si tratta, infatti, di una parola raramente
udita e ancor più raramente utilizzata; al
contrario per l'esperto è uno di quei termini
che utilizza più frequentemente ed è
quindi pronunciato alla stregua di tutti gli altri,
cioè rapidamente e senza particolare cura nell'articolare
(cfr. Lederer 1987). Tuttavia, saremmo tentati di
affermare che il termine tecnico non rappresenti comunque
per il pubblico di esperti un ostacolo alla comunicazione
interlinguistica, perché spesso simile nelle
due lingue, data la comune radice greco-latina, o
perché intuibile dal contesto. Nella fattispecie,
la situazione assolutamente informale consentiva inoltre
ai partecipanti al corso di suggerire direttamente
all'interprete il termine tecnico che creava esitazioni,
senza che questo sembrasse nuocere all'economia del
discorso. Diversamente, gli ascoltatori dimostravano
di essere molto esigenti riguardo l'esatta riproduzione
della successione dei passaggi durante le dimostrazioni
pratiche, nei quali la ripetizione, il rispetto dei
tempi di dettatura, il tono di voce alto e l'eloquio
chiaro rappresentavano elementi indispensabili per
la comprensione.
E'
d'uopo tuttavia considerare un certo indice di sovra-valutazione
da parte dei partecipanti al corso (es. molti non
hanno neanche riconosciuto all'interprete non professionista
la buona conoscenza dei termini tecnici), attribuibile
presumibilmente ad una maggiore simpatia per l'interprete
professionista e ad un certo spirito di competizione
con l'altro terapista.
2.4
Conclusioni
Voler
trarre delle conclusioni aventi una qualsiasi affidabilità
statistica da questa limitatissima indagine sarebbe
a dir poco azzardato. Tuttavia ci sembra di poter
confermare che se una discreta comprensione dell'argomento
è indispensabile perché l'interprete
possa seguire il ragionamento dell'esperto pur non
avendo la stessa preparazione, la sola conoscenza
del settore di specializzazione non è sufficiente.
Tali conclusioni sono anche state confermate dai commenti
finali, nei quali i partecipanti hanno lamentato a
volte difficoltà di ascolto dell'interpretazione
del pomeriggio, noia, esitazioni nella presa di appunti,
e dalla richiesta degli oratori di riservare alla
traduzione dell'interprete professionista, piuttosto
che della professionista interprete, alcuni passaggi
più delicati che, per il loro carattere innovativo,
potevano essere oggetto di fraintendimenti o di vivaci
reazioni da parte dei partecipanti.
Appare
inoltre evidente che, al di là dell'incapacità
di riprodurre l'intero asse comunicativo di un discorso,
il principale rischio inerente la prestazione di un
professionista del ramo che svolge occasionalmente
mansioni di interprete è che questi selezioni
gli elementi da trasmettere, valutandoli alla luce
delle proprie conoscenze e del proprio livello di
comprensione dell'argomento, connotandoli sulla base
delle proprie opinioni o convinzioni, comunicando
inconsciamente il proprio scetticismo o apprezzamento
e dimenticando di dover rappresentare un tramite linguistico
assolutamente neutrale.
Da
conversazioni avute con altri professionisti è
emerso che, nelle occasioni in cui si sono trovati
a ricoprire il ruolo di interprete, hanno avuto la
tentazioneche poi risulta essere più
di una tentazionedi rispondere all'oratore,
controbatterlo, commentare su quanto affermato: in
definitiva, il grado di coinvolgimento è troppo
elevato per poter garantire il dovuto distacco. Altri
hanno ammesso che l'entusiasmo e l'interesse per il
discorso di partenza era tale da immergerli in una
approfondita riflessione su quanto udito, che finiva
per ostacolare l'esatta riproduzione del discorso
dell'oratore.
Ci
sembra quindi di poter concludere che soltanto un
interprete professionista, abituato a non farsi coinvolgere
da quanto ascolta, può realmente garantire
la trasmissione del messaggio dell'oratore e il rispetto
dell'intentio-operis.
Bibliografia
Bühler
H., Discourse analysis and the spoken texta
critical analysis of the performance of advanced interpretation
students, in "The Theoretical and Practical Aspects
of Teaching Conference Interpretation" (Gran L. &
Dodds J. eds), pagg. 131-137, Campanotto, Udine 1989
Gile
D., L'évaluation de la qualité de
l'interprétation par les délégués:
une étude de cas, in: "The Interpreters'
Newsletter", n° 3, pagg. 66-71, Trieste 1990.
Kellet
Bidoli J., Alcuni recenti studi sulla qualità
dell'interpretazione dal punto di vista dell'utente
finale, ne: "Il Traduttore Nuovo", AITI, vol.
XLIV, Pozzuoli (NA) 1995/1
Lederer
M., La théorie interprétative de
la traduction, in: "Retour à la traduction",
pagg. 11-17, Septembre 1987.
Marrone
S., Quality: a shared objective, in: "The Interpreters'
Newsletter", n° 5, pagg. 35-41, Trieste 1993.
Meak.
L., Interprétation simultanée et
congrès médical: attentes et commentaires,
in: "The Interpreters' Newsletter", n° 3, pagg. 8-13,
Trieste 1990.
Quicheron
J.B., L'interprète et les obstacles inhérents
au multilinguisme, Multilingua 5-1, pagg. 15-19,
1986.
Snelling
D.C., A Typology of Interpretation for Teaching
Purposes, in: Gran & Dodds (eds) "The Theoretical
and Practical Aspects of Teaching Interpretation",
pagg. 141-142, Udine 1989.
Thiel
E., I messaggi del corpo, PAN, Milano 1991.
Read
more articles - Free!
E-mail
this article to your colleague!
Need
more translation jobs? Click here!
Translation
agencies are welcome to register here - Free!
Freelance
translators are welcome to register here - Free!
Subscribe
to TranslationDirectory.com newsletter - Free!
Take
part in TranslationDirectory.com poll - your voice
counts!
|